Indice cronologico delle porte antiche di Palermo

Pianta di Palermo prima della nuova cintura bastionata BRAUN GEORG – HOGENBERG FRANZ 1572

Le fortificazioni cinquecentesche a Palermo

All’inizio del XVI secolo il viceré di Sicilia Ettore Pignatelli Alferiduca di Monteleone cominciò ad intraprendere l’opera di fortificazione delle principali città costiere siciliane spesso minacciate dalle numerose incursioni barbaresche. In effetti, la diffusione delle armi da fuoco e dei cannoni, rese necessario adeguare il sistema difensivo cittadino.

Nel 1536 l’ingegnere di origine bergamasche Antonio Ferramolino, esperto in edilizia militare, fu incaricato dal subentrante viceré Ferrante Gonzaga di realizzare un nuovo sistema di fortificazioni. In realtà la città di Palermo (come tutte le città dell’isola) era già protetta da alte mura merlate e da torrioni che però erano troppo fragili ed inadeguati a resistere alle nuove armi da fuoco quali i cannoni che, utilizzati anche dalle navi, riuscivano a neutralizzare facilmente i sistemi difensivi della città.

Nacque così la necessità di realizzare strutture difensive più moderne e più idonee a resistere alle nuove forme di aggressione, soprattutto da parte dei pirati provenienti dal mare. Si pensò quindi di costruire mura più basse ma molto più solide e resistenti ai cannoneggiamenti; tali mura furono intervallate da bastioni e baluardi (13 in tutto) oltre i quali correva un fossato. Sui bastioni furono collocate, in forma stabile, batterie di cannoni e di armi da fuoco, in grado di rispondere agli attacchi nemici rendendoli inoffensivi e di difendere le porte d’accesso alla città, che si trovavano nei loro pressi.

La città era protetta anche dai due castelli principali e cioè il Palazzo Reale e il Castello a Mare ed anche da alcuni forti minori quali la Garita, il Forte del Molo e quello della Lanterna. Infine, in direzione di Messina i forti di S.Erasmo, di Sacramento e la Torre di Acqua dei Corsari completavano la difesa della costa vicina alla città.

La difesa delle città andava di pari passo con la difesa delle coste grazie alla costruzione di torri di avvistamento che, in tempo reale, fossero in grado di segnalare, per mezzo di fuochi o fumi, l’arrivo dal mare delle navi dei pirati.

Palermo quindi si fornì di una nuova cinta muraria la cui realizzazione si protrasse nel tempo e coinvolse anche le successive amministrazioni viceregie, prime fra tutte quelle di Ferrante I Gonzaga, (1535-1546) e di Juan de Vega (1547-57) e di altri successivi viceré.

Terminati i lavori di edificazione della nuova cinta muraria la città assunse quella forma che la contraddistingue ancora oggi, almeno per quanto riguarda il centro storico. Alla fine dello stesso secolo XVI, l’apertura della via Nuova (1599), oggi via Maqueda suddividerà la città nei quattro mandamenti che ancora oggi la caratterizzano. La stampa della città di Palermo, compilata da Orazio Maiocco, incisa da Natale Bonifacio e pubblicata a Roma da Claudio Duchetti nel 1580, fotografa la città alla luce delle nuove fortificazioni realizzate all’inizio del secolo XVI.

Mappa di Palermo di Orazio Maiocco intorno al 1580

Lungo il margine inferiore della stampa è incisa una legenda numerica con 128 voci, distribuite su quindici colonne, che rimandano a luoghi e monumenti importanti, tra i quali i bastioni e i baluardi.

I 13 bastioni svolsero la loro funzione difensiva soprattutto nei secoli XVI e XVII ma col passare del tempo, diminuendo le incursioni barbaresche dal mare, molti di essi, inutilizzati, furono dati in concessione sia a famiglie facoltose che a enti religiosi o laici i quali sfruttarono gli spazi per uso funzionale alle proprie necessità.

BASTIONE DEL PALAZZO O DI S. PIETRO O DI PORTA DI CASTRO

Il bastione, a forma pentagonale, è tuttora esistente e nei secoli, ebbe differenti denominazioni: si chiamò bastione del Palazzo dal Palazzo Reale, di S. Pietro dalla chiesa dedicata a S. Pietro (Cappella Palatina) e di Porta di Castro dalla vicina porta che sovrastava. Esiste ancora oggi la via Porta di Castro che si diparte proprio dalla piazzetta sottostante il bastione, detta della Pinta o dell’Itria (dall’omonima chiesetta). Da questa stessa piazzetta ha altresì origine la via del Bastione che ricorda lo stesso baluardo. Quest’ultimo fu eretto per volere di Ferrante Gonzaga come difesa del lato occidentale della città prospicente il piano di Santa Teresa (attuale piazza Indipendenza) e fu portato a termine nel 1560 dal viceré Juan de la Cerda. Il bastione fu potenziato nel 1649 per volere del presidente del regno Gian Giacomo Teodoro Trivulzio, a seguito di rivolte popolari contro il potere viceregio Questi fece costruire, a difesa del palazzo dei viceré, due ulteriori bastioni più piccoli (S.Michele lato Porta di Castro e S.Giacomo lato Porta Nuova) muniti di artiglieria e rivolti ad oriente, verso la città. Durante i moti rivoluzionari del 1848 questi due bastioni furono danneggiati, e subito dopo demoliti.

Panorama della Citta da Porta Nuova (1837) La Duca – Cartografia generale della città di Palermo. A sinistra il bastione di S.Giacomo e a destra quello di S.Michele