Storia

È una delle porte più antiche della città, non si conosce la data di prima edificazione, la prima data certa è il 1310 quando è documentata nelle disposizioni testamentarie di Benvenuta Mastrangelo circa la donazione di un terreno ubicato nelle immediate adiacenze, negozio giuridico a favore dei religiosi della Magione.

Presso questa porta Carlo d’Angiò, duca di Calabria, nel 1325 guidò gli scontri che coinvolsero altri tre accessi cittadini. I danni arrecati furono in seguito riparati con lavori di restauro voluti da Ubertino La Grua, il quale, per i meriti prestati alla corona, fu investito il 26 agosto 1397 della terra di Carini e di molti altri privilegi.

Nel 1552 a protezione del varco fu costruito l’omonimo baluardo, ad opera del viceré di Sicilia Carlo d’Aragona Tagliavia, principe di Castelvetrano e duca di Terranova. La strada in uscita dalle mura fortificate conduce alla chiesa di San Francesco di Paola e fu voluta da Aleramo del Carretto, Conte di Gagliano, pretore nel 1596.

Nel 1782 la porta fu demolita per essere nuovamente riedificata senza arco di volta: ornata di pietre d’intaglio, colonne, balaustrata e vasi ornamentali sommitali. Nelle immediate vicinanze era un carcere.

Nel 1789 il baluardo fu acquistato dalle religiose del monastero della Concezione che lo utilizzarono come belvedere, ambiente ricreativo e svago.

Nel 2003 il comune ne ha curato il restauro riportandola all’antico splendore e l’ha dotata di un impianto di illuminazione notturna.

Posizione

È situata all’ingresso del mercato popolare del Capo a pochi passi dal tribunale e dal Teatro Massimo.

Struttura

La porta è costruita in pietra calcarea, lo stile è tipicamente neoclassico, abbastanza austero senza troppe concessioni alle decorazioni. All’esterno troviamo quattro finte colonne a base quadrata con relativi capitelli dorici.